Rete di Trieste, anche Genova presente!

Oltre 400 amministratori locali di ispirazione cattolica provenienti da tutta Italia hanno partecipato nello scorso fine settimana a Roma, alla convention della Rete di Trieste, il network nato in occasione della 50ª Settimana sociale che si è rivelato un luogo “neutro” nel quale mettere in gioco la propria passione per la politica. 

La rete è nata nel solco della Settimana Sociale di Trieste, sul tema Democrazia e Partecipazione, e sull’impulso della Dottrina Sociale della Chiesa. È composta da amministratori locali cui si sono aggiunti politici, persone impegnate, con l’obiettivo di sensibilizzare il mondo cattolico alla partecipazione e all’impegno in politica.

Anche la Diocesi di Genova era presente con una delegazione composta da cinque persone. Maria Rosa Biggi, delegata a Trieste e presente a Roma, ci racconta cosa è emerso nell’incontro: «Dobbiamo superare la polarizzazione estrema che crea conflittualità. Come cattolici, dobbiamo cercare minimi comuni denominatori, parole e principi condivisi».

È stato detto un chiaro no alla creazione di un nuovo partito politico di centro, perché l’obiettivo è la collaborazione: «Soprattutto nell’amministrazione della città, i grandi problemi non sono né di destra né di sinistra, e vanno affrontati insieme». «Dobbiamo lavorare per costruire una polis, una città a misura d’uomo, mantenendo unità nel pluralismo», ha detto ancora Biggi. La formazione alla politica è ciò che è più urgente, insieme al contrasto all’analfabetismo costituzionale.

Lo scorso lunedì 17 febbraio alla Sala Quadrivium i partecipanti all’incontro romano hanno potuto raccontare la loro esperienza e le loro impressioni nell’ambito del Percorso diocesano di Formazione Politica coordinato da don Massimiliano Moretti.

La Dottrina Sociale della Chiesa e l’attenzione alla persona sono i due capisaldi della Rete di Trieste. Fabrizio Maranini ha messo in luce in primo luogo l’entusiasmo che si respirava a Roma fra i partecipanti, sia nell’ascolto delle relazioni, sia nel lavoro dei tavoli. «Ci sono alcune proposte concrete che diventeranno ordini del giorno da presentare per esempio nei Municipi, nei Consigli locali. La bellezza di lavorare insieme parlando dei nostri territori è stato il valore aggiunto». 

Welfare inclusivo, cittadinanza attiva, coinvolgimento dei giovani: principi di carattere generale emersi nel corso dei lavori, che sono stati declinati dagli amministratori locali presenti attraverso esempi concreti e buone pratiche che sono già in atto sul territorio italiano.  

Nella foto: i partecipanti genovesi Adriano Ameglio, Andrea Odone, Fabrizio Maranini, Francesco Russo, Maria Rosa Biggi, Fabio Pizzul, Stefano Costa